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Milioni di persone in più soffriranno la fame

Le Nazioni Unite lo avevano preannunciato già a maggio: entro la fine del 2020 il numero di 690 milioni di persone affamate nel mondo potrebbe aumentare di altri 132 milioni. Per braccianti giornalieri, operai, artigiani, piccoli commercianti e ambulanti i mesi di lockdown sono stati uno shock sociale ed economico: senza il loro piccolo ma quotidiano reddito, i mezzi di sussistenza di intere famiglie sono infatti crollati. 305 milioni di posti di lavoro sono andati persi a causa della pandemia e intere famiglie che non hanno ricevuto nessun aiuto economico, come quella di Aicha in Etiopia, sono nella disperazione. Donne e giovani le fasce della popolazione più colpite.

Per Aicha, la sua bancarella del mercato è stato il salto di qualità in una vita fatta di ristrettezze economiche. La Caritas altoatesina, grazie alle donazioni ricevute, le aveva dato la possibilità di acquistare il banchetto, tre panchine, due forni e i primi affitti per l’area al mercato. Da allora Aicha ha potuto vendere ogni giorno il suo succo fatto in casa e le sue ciambelle calde. I clienti abituali hanno così presto soddisfatto le esigenze quotidiane di cibo per tutta la sua famiglia. Aicha era sfuggita alla fame, fino al blocco causato dalla pandemia. All'improvviso i mercati sono stati chiusi, le riunioni vietate, le visite sospese. I suoi due forni a casa sono rimasti freddi per mesi.

"Cosa significhi questo blocco per le famiglie che vivono di quel poco che riescono a fare ogni giorno è quasi incomprensibile per noi", dice il direttore della Caritas Paolo Valente descrivendo la situazione preoccupante. “Milioni di famiglie che si credevano al sicuro perché avevano sviluppato una economia di reddito minimo ora non hanno niente. Grazie alla campagna ‘La fame non fa ferie’ e al ‘Fondo catastrofi’ siamo stati però in grado di salvare migliaia di persone dal baratro. Sarà possibile invertire la tendenza attuale se riusciremo a includere nuovamente queste persone in maniera dignitosa nel loro contesto quotidiano economico e sociale".

Anche Papa Francesco ha sottolineato più volte questo aspetto: “È importante unire l'intera famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e olistico”, scrive nella sua enciclica Laudato si’, che quest'anno festeggia il quinto anniversario. "Mentre le notizie cambiano, il dolore, la fame e la sete non cambiano, ma persistono", ha detto al Comitato esecutivo del Programma alimentare mondiale.

Grazie alle numerose donazioni ricevute, la Caritas altoatesina è stata in grado di fornire importanti aiuti di emergenza durante il periodo della pandemia. Con i progetti di costruzione scolastica, l'espansione dei punti d'acqua e l'aiuto alimentare alle famiglie sono stati garantiti molti posti di lavoro e la salute delle persone è stata rafforzata. Attivati anche programmi di aiuto di emergenza in dodici Paesi. Nello scorso anno, 622.000 euro sono stati utilizzati in specifici progetti per contrastare e prevenire la fame nel mondo.

In occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione, il direttore Paolo Valente ringrazia di cuore gli oltre 8.000 donatori che contribuiscono alle iniziative della Caritas sottolineando che “solo chi sfugge alla fame ha la forza di plasmare la propria vita e costruire un futuro dignitoso e di speranza per la propria famiglia e la propria comunità”.

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