Un successo per il 3° Giorno di volontariato in Alto Adige

Grande successo per il Terzo Giorno di volontariato in Alto Adige: è quanto hanno potuto registrare gli organizzatori al termine di questa singolare iniziativa: Caritas, Ripartizione Politiche sociali, Federazione per il sociale e la sanità e l’Associazione delle residenze per anziani. Sono 35 i progetti sociali sparsi su tutto il territorio provinciale ai quali hanno partecipato in tutto 110 volontari, non solo dei tre gruppi linguistici locali. Anche alcune persone provenienti da altri Paesi hanno infatti partecipato alle iniziative. Obiettivi del Giorno di volontariato sono la sensibilizzazione alle tematiche della sussidiarietà, la promozione dell’impegno sociale in Alto Adige, e l’aumento della visibilità di quanto avviene quotidianamente - e spesso dietro le quinte - per opera del volontariato nella nostra Provincia.
Gli ideatori del Giorno di volontariato desideravano soprattutto avvicinare al volontariato sociale quelle persone – maggiorenni – che per diversi motivi non hanno mai avuto prima occasioni di contatto con questa realtà. Spesso infatti, a causa dei molti impegni famigliari o professionali, le persone tra i trenta e quarant’anni, pur desiderandolo, ritengono di non potersi impegnare in un’attività di volontariato. La volontà però c’è, e creando occasioni adatte, che richiedano un impegno di tempo limitato, la partecipazione è garantita. Lo dimostrano i numeri: per la metà dei partecipanti, il “Giorno di volontariato” è stato la prima esperienza di volontariato sociale. L’età media dei partecipanti è stata intorno ai 37 anni, e l’80% erano donne. Molti si augurano che questa iniziativa possa ripetersi. Dopo questa esperienza di prova e di sperimentazione alcuni volontari hanno deciso di continuare ad impegnarsi nel volontariato sociale.
Diverse sono le tematiche sociali con le quali i volontari si sono confrontati durante questa giornata di volontariato: l’emarginazione sociale, la disabilità fisica e mentale, la malattia grave, la disabilità psichica, le problematiche dei profughi, l’interculturalità, il problema delle famiglie – e dei minori – in difficoltà. Ma anche la povertà nelle sue varie forme: la solitudine o povertà sociale, la povertà materiale, la povertà culturale, la povertà emozionale e spirituale ed i pericoli e la violenza che ne possono conseguire.
“Il bilancio non può essere che positivo, soprattutto se consideriamo che molti dei partecipanti all’iniziativa di oggi non avevano prima d’ora mai avuto esperienza di volontariato nel mondo del sociale” dice Guido Ostoff, collaboratore della Caritas e direttore del progetto Giorno di volontariato. “Abbiamo raggiunto un obiettivo importante, quello di parlare a volontari nuovi, che non avevano mai avuto la possibilità di esprimere partecipazione sociale, per mancanza di tempo”.
Anche i direttori della Caritas Rentato Bertuzzo e Heiner Schweigkofler sono convinti del successo dell’iniziativa: “Nella nostra Provincia c’è molto interesse all’impegno sociale. E’ solo questione di creare delle occasioni adatte perché le persone possano esprimere concretamente il loro desiderio di fare volontariato. E oggi, siamo riusciti ad offrire a tutti una splendida occasione“.
Desideriamo concludere citando l’assessore provinciale alla Sanità e alle Politiche Sociali alle Dr. Richard Theiner: “La vera ricchezza di questa giornata sta nell’incontro tra persone nel contesto di progetti reali e concreti, ognuno dei quali rappresenta un piccolo passo verso la presa di coscienza e la partecipazione sociale: 110 passi verso un Alto Adige più sociale.”
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