Oberalp-SALEWA Group: solidarietà dalle Alpi alle Ande

Acqua potabile, sanità, istruzione, igiene ed energia rinnovabile: così si è concretizzata la solidarietà di Oberalp-SALEWA Group a favore di alcune centinaia di famiglie di agricoltori Indios che vivono sull’altopiano andino nella regione di Cochabamba (Bolivia). Grazie al contributo di 100.000 euro messo loro a disposizione dall’azienda, la Caritas altoatesina e quella di Aiquile (Bolivia) hanno portato a termine un importante progetto pilota volto garantire lo sviluppo socio economico delle comunità contadine indigene che, tra mille difficoltà, vivono a 3.000 metri di quota. Al via, quest’anno, un progetto gemello.
Nel corso di un viaggio in Bolivia da poco conclusosi, il direttore della Caritas altoatesina, Heiner Schweigkofler, e la responsabile del settore Acquisti e Produzione di SALEWA, Alexandra Letts , hanno potuto verificare i risultati ottenuti dal progetto “Elvira” nell’omonimo insediamento a 3.000 metri di altitudine, sull’altopiano boliviano di Cochabamba (Bolivia). Il costo del progetto è stato di 120.000 euro (100.000 di SALEWA e dei suoi collaboratori e 20.000 della Caritas).
È tradizione che, nel corso della festa di Natale, i collaboratori di SALEWA partecipino alla tombola di beneficenza dell’azienda i cui premi sono, tra l’altro, tutti i vari regali inviati dalle ditte fornitrici. La somma raccolta per acquistare le cartelle della tombola viene poi decuplicata dalla direzione dell’impresa e suddivisa nei vari progetti solidali proposti e scelti da tutti i collaboratori. Grazie a una delle scelte effettuate dai collaboratori e al loro sostegno diretto, SALEWA, da sempre attenta a supportare chi vive ad alte quote, ha contribuito a sostenere il progetto quinquennale che ha riguardato la comunità di Elvira e la decina di insediamenti che fanno a essa riferimento, rivoluzionando la vita delle persone.
Nella regione di Aiquile, vivono circa 210.000 persone di etnia Quechua, discendenti diretti del popolo Inca. Il 95% di esse vive di agricoltura in piccoli villaggi sparsi tra 1.600 e 3.500 s.l.m. La scarsa disponibilità di acqua, la continua siccità e la scarsa fertilità dei terreni rendono spesso difficile soddisfare le esigenze alimentari delle famiglie, causando estrema povertà, sottosviluppo e incentivando l’emigrazione verso le città più grandi. L’analfabetismo tocca quasi il 50%, la mortalità infantile colpisce 3 bambini su 10, solo il 15% della popolazione ha accesso ad acqua potabile e il reddito medio giornaliero è di 1,37 euro a famiglia. Gli insediamenti si trovano a diverse ore di cammino dai centri popolosi delle valli e i loro abitanti vivono senza energia elettrica, senza assistenza sanitaria, spesso senza una scuola, costretti nei periodi di siccità a contendere agli animali ogni goccia d’acqua per bere e innaffiare le loro coltivazioni.
Grazie al progetto “Elvira”, il problema dell’ acqua è stato risolto captando una sorgente d’acqua ad alta quota che, raccolta e potabilizzata in una cisterna, è stata poi distribuita ed ora ogni maso dispone della propria fontanella. È così assicurata ampia disponibilità idrica per uso domestico, agricolo e zootecnico ed è stato possibile garantire un radicale miglioramento dell’igiene e della salute delle persone. La costruzione di una piccola scuola e di un ambulatorio medico, completi di attrezzature, e di una stanza per il personale didattico e sanitario, accolgono regolari corsi di istruzione e la presenza di un medico due volte alla settimana. Per garantire la conservazione delle medicine e lo svolgimento di attività didattiche serali, sia i fabbricati comunitari che le abitazioni sono stati dotati di uno o più pannelli solari che forniscono energia rinnovabile. La costruzione di un mulino di villaggio permette ora di velocizzare la macina dei cereali prima effettuata a mano dalle donne. Ogni famiglia ha potuto costruire un gabinetto collegato a una fossa biologica comune e ha ora una cucina economica che permette la fuoriuscita del fumo dai due locali da cui è composta una casetta contadina. Sono stati organizzati corsi di igiene e di manutenzione degli impianti idrici ed elettrici. I 400 abitanti della comunità di Elvira e i circa 300 degli insediamenti limitrofi possono ora affrontare in modo efficace la difficile realtà in cui vivono, sviluppare l’economia rinunciando all’abbandono delle terre di montagna e all’emigrazione.
“Le comunità di Elvira e dei villaggi limitrofi sono sinceramente grati per l’aiuto che è stato dato e orgogliosi per aver contribuito a realizzare in prima persona tanti interventi che hanno veramente migliorato la loro esistenza e che possono essere presi a modello dalle autorità locali per incentivare lo sviluppo e il benessere delle popolazioni”, afferma il direttore della Caritas altoatesina, Heiner Schweigkofler.
“I principi del rispetto e della sostenibilità, l’approccio incentrato sulle esigenze delle persone, sono alla base del nostro operare a livello aziendale e produttivo”, sottolinea Heiner Oberrauch, presidente della Oberalp-SALEWA Group”, ciò si è riflesso nel progetto realizzato con Caritas e sono veramente soddisfatto per i risultati che noi tutti di SALEWA abbiamo contribuito a realizzare”.
SALEWA si rivolge a chi ama e rispetta la montagna, a chi vuole “viverla” anche solo per qualche giorno, offrendo loro attrezzature e strumenti per agevolare questo loro incontro, invitandoli all’eticità e al rispetto delle altitudini. Ma la montagna non sarebbe la stessa senza coloro che la abitano, spesso con sacrificio, e che in parte ne garantiscono la tutela e la conservazione. Il progetto “Elvira” è stato l’occasione di ‘vedere la montagna con gli occhi e i bisogni di chi la abita’ e, soprattutto, di contribuire a migliorarne concretamente le condizioni di vita. Il successo del progetto, l’impatto che ha avuto selle comunità indigene contadine e l’ottima collaborazione avuta con la Caritas altoatesina e quella boliviana di Aiquile, hanno convinto i SALEWA e i propri collaboratori a sostenere, con una parte dei fondi raccolti nell’iniziativa natalizia, un progetto gemello che si svilupperà nella stessa regione a favore della comunità di Laime e di quelle dei vicini insediamenti.
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