Domenica 20 novembre sarà la Giornata mondiale dei diritti dell’Infanzia. Cibo, salute, istruzione, protezione dagli abusi: milioni di bambini in tutto il mondo ne sono esclusi. I progetti di sostegno all’infanzia della Caritas altoatesina: cinque progetti in cinque Paesi diversi per ribadire il diritto dei minori a vivere il loro presente e per aiutarli a costruire un futuro dignitoso.
Domenica 20 novembre, in tutto il mondo, si celebra la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, che cade nel giorno dell’anniversario della approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (20 novembre 1989) - il trattato sui diritti umani più ratificato nella storia della comunità internazionale e il più importante strumento giuridico di enunciazione e tutela dei diritti di ogni bambino e bambina, ragazzo e ragazza. Ma ancora oggi, purtroppo, troppi articoli di quel trattato sono rimasti lettera morta. Otto anni fa, la Caritas altoatesina ha inaugurato uno specifico programma dedicato a sostenere l’infanzia in cinque Paesi. 2.640 tra bambini e bambine hanno ricevuto e ricevono importanti aiuti, grazie alla sensibilità e alle donazioni di 550 altoatesini e al ricavato della “Corsa dei Miracoli” che coinvolge decine di scuole della nostra provincia.
I numeri del bisogno infantile
Alimentazione, salute, istruzione e tante altre parole appartengono ai documenti di impegno presi a livello internazionale per i diritti dell’infanzia: la realtà è ben diversa. Alcuni dati illustrano la situazione drammatica in cui versa l’infanzia sul nostro pianeta. La malnutrizione attualmente affligge 178 milioni di bambini ed è causa di morte per 3.2 milioni di essi ogni anno. L’ong Save the Children stima che, a causa della crisi economica e finanziaria globale, tra il 2009 e il 2015, ci potrebbero essere dai 200.000 ai 400.000 bambini morti in più ogni anno. Sono però in totale quasi 7,6 milioni (fonte: OMS 2011) i minori al di sotto dei 5 anni che continuano a morire ogni anno soprattutto a causa di malattie curabili e prevenibili come complicazioni neonatali, polmonite, malaria, morbillo o diarrea e malattie intestinali causate nell’88% dei casi dall’utilizzo di acqua non potabile. Oltre la metà di queste morti riguarda il continente africano: 4,5 milioni di bimbi, 12.000 ogni giorno. 75 milioni di minori non hanno la possibilità di andare a scuola: 3 su 5 sono bambine. 250.000 sono i “bambini soldato” (tra i 5 e i 14 anni, di cui il 40% bambine) impiegati in 17 conflitti armati come soldati, spie, facchini, cuochi, “mogli” dei combattenti e arruolati in eserciti non governativi in almeno 24 nazioni. 22 milioni sono profughi e sfollati a causa delle tante guerre più o meno note, 130 milioni sono “bambini di strada” e almeno 50 milioni quelli che “non esistono” perché nessuno li ha mai registrati all’anagrafe.
I progetti di Caritas
Caritas ha avviato il “Sostegno all’infanzia” nei seguenti Paesi: Bolivia, Brasile, Eritrea, Kenya e Macedonia I progetti di Caritas – implementati con la collaborazione di partner locali competenti ed affidabili - intendono favorire la frequenza scolastica, contrastare malnutrizione, malattie, lavoro minorile, analfabetismo e, dare una concreta risposta alla legittima richiesta di tanti minori di poter essere messi nelle condizioni di avere un futuro dignitoso. Le donazioni sono destinate a sostenere un progetto nel suo complesso e non un singolo minore, questo per evitare che un bambino dipenda esclusivamente da un donatore o possa essere escluso dal sostegno nel caso in cui, per una qualsiasi ragione, il donatore decida di interrompere il proprio sostegno.
Come sostenere i progetti
Sostenere i progetti per bambini della Caritas è facile e costa poco. “Con un euro al giorno, meno della spesa per un caffè – affermano i direttori Caritas Renato Bertuzzo e Heiner Schweigkofler – è possibile dare concretezza alle parole “Diritti del Fanciullo”, dare una speranza almeno a una parte dei tanti bambini che la stanno perdendo”. Per maggiori informazioni sui progetti e sulle possibilità di sostegno, è possibile contattare Fabio Molon dell’Ufficio esteri al tel. 0471 304 351 o all’indirizzo e-mail:
international@caritas.bz.it
Foto: Nino Letto