Caritas: Brasile e Kenya nel nuovo programma di Sostegno all’Infanzia

Caritas: Brasile e Kenya nel nuovo programma di Sostegno all’Infanzia
Alimentazione, salute, istruzione e tante altre parole appartengono ai documenti di impegno presi a livello internazionale per diritti dell’infanzia. Parole, spesso solo parole, perché la realtà è ben diversa. Secondo le ultime statistiche UNICEF sono 200 milioni i minori denutriti, 115 milioni quelli che non sanno cosa sia una scuola, 22 milioni quelli che non arrivano al quinto anno di età perché muoiono ogni anno per mancanza di vaccinazioni, 1 milione e 200 minori sono coinvolti nella tratta (prostituzione, schiavitù, commercio di organi), 500.000 i bambini soldato, 130 milioni quelli di strada e almeno 50 milioni sono quelli che “non esistono” perché nessuno li ha mai registrati all’anagrafe. „Questi dati parlano da soli“ afferma il direttore Caritas Heiner Schweigkofler „Certo non possiamo cancellarli ma modificarli, almeno in parte, si. Ecco perché la Caritas ha deciso di potenziare il proprio programma di sostegno all’Infanzia „Come si scrive domani?“ che dal 1994 permette a 475 minori in Bolivia, Eritrea e Macedonia di godere almeno di alcuni dei loro diritti fondamentali quali, alimentazione, istruzione e formazione, sanità. Da quest’anno, in Brasile e in Kenya, altri 300 tra bambine e bambini avranno la possibilità di sperare in un futuro migliore”.

In Brasile, attraverso il progetto „Olà“, la Caritas sosterrà le attività dell’asilo nido del centro “S. Giovanni Bosco” gestito dalle Suore Francescane della Penitenza. Il centro sorge a Taquaritinga (56.000 abitanti), nella provincia di Sao Paulo, in una zona in cui l’economia è basata sulla coltivazione di canna da zucchero, agrumi e verdure. La situazione delle famiglie è molto difficile dal punto di vista sociale e sanitario. Nell’asilo sono accolti, sei giorni alla settimana,100 minori dai 0 a 7 anni a cui vengono garantite tutte le cure necessarie, alimentazione e attività ludico-scolastiche, permettendo così ai genitori (quasi sempre esiste solo la madre) di recarsi al lavoro e ai fratelli più grandi di frequentare la scuola.

Il progetto „New life“ in Kenia si svolge nella baraccopoli di Korogocho (Nairobi) che sorge ai margini di una delle più vaste discariche del mondo. Senza acqua potabile, senza elettricità, la gente vive tra povertà, analfabetismo, malattie e violenza. In questo contesto opera la missionaria altoatesina Lydia Pardeller che, grazie a questo progetto, può garantire le attività nel centro sociale “New Life”. 200 minori tra gli otto e i tredici anni hanno accesso a istruzione scolastica di base, materiale scolastico, un capo di abbigliamento nuovo all’anno, igiene personale (docce e lavaggio vestiti),visite mediche, profilassi vermicida e naturalmente ogni giorno, per tutto l’anno, vitto. I minori con famiglia numerosa possono portare a casa un po’ di cibo.

“Dal 1994, grazie alla sensibilità di tante persone, la Caritas ha attivato in Bolivia, Eritrea e Macedonia ulteriori tre progetti rivolti all’infanzia per il cui sviluppo sono stati utilizzati 470.000 euro. Sono oggi 475 gli altoatesini che continuano a garantire con le loro offerte la lor prosecuzione e il loro potenziamento. A loro il grazie nostro e di tante famiglie del mondo” sostiene il responsabile dell’Ufficio esteri della Caritas, Fabio Molon.

In Bolivia, grazie al progetto „Abc“ in questi cinque anni sono stati i 448 i minori, tra i 7 e i 17 anni, che hanno frequentato l’internato di Pocona avendo garantiti vitto, alloggio, materiale e sussidi didattici, attività ricreative e, soprattutto, insegnamento regolare e di buona qualità. Provenienti da piccoli villaggi andini e appartenenti a famiglie di poveri contadini, senza questo progetto avrebbero difficilmente potuto avere o completare un’istruzione soprattutto a causa della povertà sociale e dalla grande difficoltà nel raggiungere una scuola spesso lontana ore di marcia dal loro villaggio.

In Macedonia, il progetto „Spalla a spalla“ ha già coinvolto 683 bambini Rom di Topaana, quartiere di Skopje. Essi hanno avuto la possibilità di frequentare l’asilo prescolare (in genere per un biennio) e il doposcuola pomeridiano soprattutto, a far si che essi siano stati in grado di frequentare la scuola dell’obbligo con buone possibilità di successo. Grazie a un programma linguistico di immersione totale hanno imparato le basi della lingua ufficiale usata a scuola e le elementari norme di comportamento, grazie al doposcuola sono state superate difficoltà soggettive dei minori e si è garantito lo svolgimento dei compiti a casa. Solamente 16 i casi di abbandono (11 hanno cambiato residenza) e 8 quelli di bocciatura. In genere, solo il 9% arriva a terminare la scuola dell’obbligo.

In Eritrea grazie al progetto “Am dam des…” 646 bambini hanno frequentato l’asilo prescolare svolgendo varie attività educative e ricreative. Sono loro insegnati canti, strumenti musicali, la lingua, le lettere dell’alfabeto, i numeri, come si fanno i conti più semplici e i nomi degli animali domestici. In una situazione di emergenza alimentare vissuta spesso dalla popolazione eritrea, ricevono ogni giorno un bicchiere di latte zuccherato(0,25 l.), una focaccia e un frutto di stagione.

I progetti di sostegno all’infanzia della Caritas possono essere „adottati“ da chiunque in modo libero. Il donatore sostiene però il progetto nel suo insieme e non un singolo bambino, questo per garantire il regolare e costante aiuto a tutti i beneficiari indipendentemente da eventuali interruzioni del sostegno da parte di uno o più singoli sostenitori che provocherebbero comprensibili traumi e differenze all’interno dei gruppi di minori. Il donatore è libero di sostenere uno o più progetti con un finanziamento a sua scelta ed è libero di cessare il sostegno finanziario in ogni momento senza fornire spiegazioni. Gli importi mensili, semestrali e annuali indicati dalla Caritas per sostenere i vari progetti sono a titolo di proposta anche se ne rispecchiano i costi reali pro capite. I donatori sono annualmente informati sull’andamento del progetto sostenuto tramite una relazione narrativa e contabile ma, se vogliono maggiori informazioni, possono richiederle all’Ufficio esteri della Caritas o visitando direttamente i progetti nei vari Paesi. “Alcuni nostri volontari che hanno visitato i progetti e conosciuto personalmente beneficiari e partner sono a disposizione di scuole, parrocchie, associazioni, di chiunque voglia conoscere meglio le realtà e le condizioni di vita delle popolazioni dei vari paesi in cui si svolgono i nostri progetti” dichiara Luigi Zenari, vice-direttore della sezione in lingua italiana della Caritas.

„La differenza tra avere da mangiare o no, tra avere un futuro o non averlo, tra l’analfabetismo e l’istruzione è fatta a volte anche da un piccolo gesto, da una piccola attenzione, da un piccolo sostegno a un progetto” sostiene Heiner Schweigkofler che riserva un sincero ringraziamento alla Federazione delle Cooperative Raiffeisen per il prezioso sostegno ricevuto, grazie al quale Caritas non dovrà utilizzare proprie risorse per la preparazione, la stampa e l’invio di manifesti, opuscoli e altri materiali informativi riguardanti il nuovo programma di sostegno all’Infanzia. “La Raiffeisen, così come sei anni fa in occasione della presentazione del primo programma, ha dimostrato ancora una volta la propria sensibilità e la vicinanza ai valori del proprio fondatore quali solidarietà e responsabilità individuale.

Per maggiori informazioni riguardo il nuovo programma di sostegno all’Infanzia è possibile visitare il sito della Caritas all’indirizzo www.caritas.bz.it, contattando personalmente i collaboratori recandosi nella sede di via Cassa di Risparmio 1 a Bolzano, telefonando al n. 0471 304 351 o scrivendo all’indirizzo mail international@caritas.bz.it.
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