Caritas accoglie con favore il pacchetto svuota-carceri

La Caritas altoatesina giudica positivamente i provvedimenti assunti dal Consiglio dei ministri italiano in materia di giustizia penale. “La direzione è quella giusta, ovvero di ridurre gli ingressi inutili in carcere e di ridare spazio alle pene alternative”, affermano i direttori della Caritas Diocesi Bolzano-Bressanone, Renato Bertuzzo e Heiner Schweigkofler.
Il Consiglio dei ministri ha recentemente approvato provvedimenti in materia di 'giustizia penale: un decreto-legge sull'emergenza nelle carceri; un disegno di legge con interventi per il recupero dell'efficienza del processo penale; un regolamento che introduce la Carta dei diritti e dei doveri dei detenuti'. La Caritas della Diocesi di Bolzano-Bressanone, attiva nella riabilitazione delle persone detenute ed ex-detenute tramite il servizio Odós di viale Venezia Bolzano, valuta positivamente le misure adottate dal Governo.
“Il decreto va nella direzione giusta, ovvero quella di ridurre gli ingressi in carcere”, afferma Alessandro Pedrotti, responsabile del servizio Odós, “soprattutto si deve evitare che una persona sia incarcerata per pochi giorni - le cosiddette “porte girevoli” - a causa della mancata convalida dell’arresto da parte del giudice per le indagini preliminari”. Nel decreto svuota-carceri sono contenute inoltre norme che consentono ai detenuti di scontare la pena in maniera alternativa, come ad esempio, trascorrendo agli arresti domiciliari gli ultimi 18 mesi di carcere. “Il decreto prevede un ampliamento delle misure alternative che, come dimostrano i dati, funzionano e danno risultati”, aggiunge Pedrotti”, “invece di introdurre nuove misure, avremmo preferito che venissero abolite quelle leggi, come la “Cirielli”, che avevano fortemente limitato l’accesso alle misure alternative al carcere. Comunque, complessivamente, si tratta di interventi che ci trovano d’accordo”.
„Siamo fondamentalmente favorevoli al decreto perché, finora, la situazione nelle carceri era fuori da ogni garanzia costituzionale”, concludono i due direttori della Caritas, Renato Bertuzzo e Heiner Schweigkofler, “ora sembra che si stia aprendo la possibilità di riportare la situazione dentro i confini della legalità”.
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