Al via il 6 novembre la tradizionale raccolta degli indumenti usati

Al via il 6 novembre la tradizionale raccolta degli indumenti usati
Al momento Caritas sta distribuendo i sacchi gialli a tutte le parrocchie dell’Alto Adige. / Il 6 novembre prossimo i volontari saranno impegnati nella raccolta e nel trasporto ai centri di carico e scarico dei sacchi pieni di indumenti. / Caritas invita a donare solo abiti e scarpe di buona qualità.

Il giorno stabilito per la raccolta degli indumenti usati quest’anno sarà il 6 novembre. Con l’aiuto di più di 3.000 volontari, in tutte le 280 parrocchie della Diocesi, Caritas raccoglierà indumenti e biancheria (tende, lenzuola, asciugamani), scarpe e borse usate e in buono stato. Dall’Alto Adige il materiale raccolto comincerà il suo viaggio verso i centri smistamento della ditta Tesmapri, dove verrà selezionato e rivenduto secondo il livello qualitativo. Lo scorso anno sono state donate più di 1.100 tonnellate di indumenti usati per la maggior parte di buona qualità che hanno fruttato quasi 160.000 euro, utilizzati da Caritas per aiutare persone in situazione di bisogno in Alto Adige. I responsabili della Caritas sperano che anche quest’anno gli indumenti regalati siano di buona qualità perché solo così potranno essere rivenduti. Il denaro proveniente dalla raccolta verrà impiegato per sostenere il volontariato, il servizio Hospice, il lavoro per le persone senza dimora e per rimpinguare il fondo di solidarietà.

I preparativi per la raccolta degli indumenti usati che si terrà il 6 novembre prossimo sono già partiti. Nelle 280 parrocchie dell’Alto Adige, a partire dal mese di settembre, verranno infatti distribuiti 400.000 sacchi gialli, disponibili anche presso le sedi di Caritas a Bolzano (via Cassa di Risparmio 1), Brunico (via Paul von Sternbach 6), Bressanone (piazza Parrocchia 4) e Merano (via delle Corse 52). In alcune località, i sacchi saranno a disposizione anche presso fornai o altri negozi. Anche i responsabili nelle parrocchie che ogni anno aiutano Caritas sono già entrati nel fermento che precede la raccolta.

“Il 6 novembre, nel giro di un giorno, bisognerà raccogliere più di 1.000 tonnellate di indumenti presso le singole famiglie altoatesine e trasportare i sacchi gialli, asciutti e puliti, ai centri di carico e scarico. Per riuscirvi serve una precisa programmazione ma, senza l’aiuto degli oltre 3.000 volontari e il loro energico coinvolgimento, tutto ciò non sarebbe possibile”, ringrazia Christian Klotzner, coordinatore della raccolta indumenti usati.

In alcune parrocchie i sacchi degli indumenti usati verranno raccolti direttamente sulle strade mentre in altre sono già stati allestiti dei centri di raccolta per proteggere i sacchi dall’umidità. Caritas invita i donatori a informarsi per tempo presso la loro parrocchia o i responsabili locali della raccolta sul momento e il luogo in cui sarà possibile portare i sacchi pieni. L’obiettivo è evitare che i sacchi rimangano depositati da qualche parte durante i giorni precedenti: in questo caso potrebbero rompersi o il contenuto potrebbe bagnarsi. Anche quest’anno Caritas invita a donare esclusivamente indumenti, scarpe (appaiate e allacciate), borse e biancheria da casa (come coperte, lenzuola, asciugamani, tovaglie e tende) in buono stato. Infatti gli indumenti logori o sporchi, tessuti come stracci e strofinacci, i residui di lavorazioni tessili e le scarpe bucate e consumate non sono adatti ad essere rivenduti e dovranno essere smaltiti. Il materiale raccolto sarà quindi rivenduto sul mercato mondiale dei vestiti usati. Già il giorno della raccolta, nei centri di carico e scarico, i sacchi verranno caricati su grandi autoarticolati che, una volta pieni, ne consentiranno il trasporto verso i centri di smistamento della ditta Tesmapri di Prato, incaricata dell’acquisto. A Livorno, la maggior parte del contenuto dei sacchi gialli viene trasformato in grandi balle di vestiti, poi spedite via nave in Tunisia, dove la Tesmapri gestisce numerosi centri di smistamento. In questi centri vengono smistati e preparati per essere rivenduti indumenti da tutto il mondo, anche se prevalentemente provenienti dai Paesi europei. Ma non tutto ciò che proviene dall’Europa può essere riutilizzato. Indumenti laceri, sporchi e molto consunti vengono ridotti a brandelli in un apposito laboratorio di recupero poi, con l’ausilio di macchinari giganteschi, si produce un tessuto simile all’ovatta con cui vengono realizzati nuovi filamenti, oppure si utilizza come materiale per l’isolamento in edilizia o per riempire cuscini e materassi.

Il direttore della Caritas sezione tedesco-ladina, Heiner Schweigkofler, da poco ritornato in Alto Adige dopo una visita di controllo ai centri di smistamento in Tunisia, spiega così il valore aggiunto della raccolta indumenti usati: “Grazie al riciclaggio degli indumenti usati viene avviato non solo un positivo processo di creazione di valore economico ma anche sociale ed ecologico”. Posti di lavoro preziosi (15.000) vengono creati in Tunisia e si riducono i rifiuti nel nostro Paese: ogni anno vengono riutilizzate 80.000 tonnellate di vestiti che altrimenti dovrebbero essere smaltite in altro modo. Per la Caritas altoatesina la rivendita degli indumenti usati è inoltre un sostegno decisivo per finanziare i servizi prestati a persone in stato di bisogno. “Il riciclaggio dei vestiti è l’unico processo di recupero che non riceve sostegni finanziari da parte dello Stato”, aggiunge Schweigkofler.

Durante l’ultima raccolta degli indumenti usati in Alto Adige, a novembre 2009, sono state raccolte più di 1.100 tonnellate di vestiti usati e non solo: scarpe, borse, lenzuola, tende e tovaglie prevalentemente di buona qualità. “Solo se manteniamo il livello attuale potremmo continuare a realizzare la raccolta degli indumenti usati. I vestiti che raccogliamo devono poi poter essere nuovamente commercializzati”, ringraziano i direttori della Caritas Pio Fontana e Heiner Schweigkofler. Il ricavato di quasi 160.000 euro sarà utilizzato da Caritas per sostenere il volontariato, il servizio Hospice, il lavoro con le persone senza dimora e il fondo di solidarietà. La Caritas ringrazia tutti i volontari e i donatori.

Per domande generali sullo svolgimento e l’organizzazione della “Raccolta degli indumenti usati” per la sezione italiana della Caritas è possibile contattare Marta Perrone (tel. 0471 067 412, e-mail: m.perrone@caritasodar.it). Per la sezione tedesco-ladina la responsabile è Margreth Weber, in via Cassa di Risparmio 1 a Bolzano tel. 0471 304 330, e-mail: freiwilligenarbeit@caritas.bz.it. Sul concreto svolgimento della raccolta nelle singole parrocchie invece è possibile contattare i responsabili delle parrocchie e i sacerdoti.
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