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Presa di posizione sull'approvazione del disegno di legge sul testamento biologico

by - 01.08.2011 Categoria: Servizio Hospice
 
Il Servizio Hospice della Caritas altoatesina si dichiara deluso dalla recente approvazione del disegno di legge sul testamento biologico alla Camera dei deputati. "Così l'autodeterminazione della persona non è più presente per le situazioni in cui, per i più diversi motivi, non si può decidere da soli", afferma Günther Rederlechner, responsabile del Servizio Hospice della Caritas. Un testamento biologico secondo gli standard internazionali, serve allorquando una persona non è più in grado di comprendere, di esprimere il proprio giudizio o di comunicare le proprie volontà a causa di una malattia invalidante o nella fase terminale della vita. Il rispetto della volontà o l'autodeterminazione sono però necessari allo scopo di salvaguardare la dignità del morente e dei malati, anche se questo non significa semplicemente il "compimento di un desiderio ". Piuttosto si tratta di armonizzare il bene del paziente con la sua volontà.

"Il fatto che un testamento biologico non comporti alcun vincolo di responsabilità per il medico, introduce una relazione di sfiducia nel rapporto medico-paziente ", sostiene Rederlechner. "Sarebbe importante trovare una via di mezzo tra l’obbligo di attenersi in modo assoluto alle direttive contenute nel testamento biologico - che non lascerebbe alcun margine di intervento giustificato a medici, infermieri e famigliari - e l’assoluto svincolo e libertà da parte del personale medico rispetto ad ogni tipo di intervento sanitario, come prescritto da questa legge. Sarebbe il caso di proporre - come nel caso dell’Austria - un testamento biologico “rispettoso" delle volontà del paziente. In quel caso il medico è obbligato a rispettare le direttive anticipate di trattamento e a tenerle in debito conto nel suo processo decisionale. Nel caso decida in contrasto con la volontà del paziente, deve giustificare questa sua scelta. Ma non prevedere alcun vincolo di responsabilità - come deciso in Italia - farà emergere il problema che le persone in futuro non si affideranno al testamento biologico come strumento di tutela dei loro diritti. “Ognuno penserà: Perché dovrei perdere del tempo e riflettere sul questo tipo di disposizione se, alla fine, non conterà nulla?”, chiede Rederlechner.

Il Servizio Hospice di Caritas giudica criticamente anche il fatto che l’alimentazione e l’idratazione artificiali, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, non possono essere respinte o interrotte. "E’ comprovato che, nella fase terminale della malattia, l’idratazione artificiale del paziente risulta spesso più dannosa che altro. Se imposto per legge, ciò comporterebbe non solo benefici ma anche sofferenze inutili al paziente", afferma Rederlechner. “Dal momento che l’alimentazione e l’idratazione artificiale necessitano di un intervento medico, è giusto che tale decisione sia valutata da un medico, sempre però nel rispetto delle volontà espresse dal paziente in ogni sua forma", aggiunge il responsabile del Servizio Hospice.
Il Servizio Hospice di Caritas ritiene il testamento biologico un mezzo per esprimere in forma scritta le volontà della persona rispetto a quelle situazioni in cui la stessa non può più scegliere autonomamente se e come essere curata. In questo modo la dignità del malato - che include il riconoscimento e il rispetto delle sue volontà - sarebbe salvaguardata. Il testamento biologico è uno strumento che, specialmente in terapia intensiva, sostiene il diritto di autodeterminazione delle persone gravemente malate e morenti e rappresenta un mezzo di dialogo tra il paziente, il medico e le persone coinvolte. "Con la stesura di un testamento biologico, la persona si interroga sulla propria vita e morte e rende possibile per i membri della propria famiglia capire e affidarsi a ciò che ha ritenuto importante per il suo fine-vita", continua Rederlechner.

Ora sembra che, con la legge che è stata approvata, lo strumento del testamento biologico abbia perso il suo intento originario, poiché è stato enfatizzato unilateralmente il potere di decisione ultimo del medico rispetto al diritto di autodeterminazione del paziente. Da un lato, vengono escluse dalla disponibilità decisionale del paziente alcune misure significative, dall’altro invece, entrano in campo disposizioni di legge che, rientrando nelle competenze del medico, ne vincolano la decisione. Il Servizio Hospice di Caritas è a favore di una radicamento giuridico del testamento biologico che dovrebbe fornire il quadro generale per prendere le decisioni più sagge durante il fine-vita. "La legge non può regolare le decisioni circa i trattamenti medici. Le decisioni in merito competono anche alla responsabilità dei medici", conclude Rederlechner

Per il Servizio Hospice, nella discussione relativamente al testamento biologico, la cosa importante è che si affronti la tematica della vita, della morte e del fine-vita, congiuntamente con il medico, la famiglia o una persona di fiducia. In tal senso, il testamento biologico può rivelarsi uno strumento utile.
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