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“Oltre la crisi, insieme”: presentato a Bolzano il "Dossier statistico immigrazione 2011" della Caritas

by - 27.10.2011 Categoria: Attualità
 
“Oltre la crisi, insieme”: è questo lo slogan che quest’anno Caritas e Fondazione Migrantes hanno scelto per presentare il Dossier Statistico Immigrazione 2011, la pubblicazione che raccoglie e approfondisce i dati più significativi riguardanti le migrazioni in Italia. Oggi, la Caritas Diocesi Bolzano-Bressanone ha presentato la nuova edizione del Dossier nella sala grande del Teatro Cristallo di via Dalmazia 30 a Bolzano, contemporaneamente ad altre 27 città italiane. Il motto prescelto per quest’anno trae ispirazione dalla attuale fase di difficoltà che sta vivendo l’economia che registra una ripresa più debole rispetto alle aspettative. La crisi si sta scaricando con maggiore forza sulle spalle meno robuste dei lavoratori immigrati rispetto ai colleghi italiani.

Per questa ragione, è indispensabile pensare a una via d’uscita dai problemi economici e sociali del nostro Paese che tenga assieme diritti e aspirazioni non solo dei cittadini italiani ma anche di tutti quei concittadini provenienti da altri Paesi (UE ed extra-UE) che hanno scelto di vivere e costruirsi un futuro in Italia e la cui presenza – come evidenzia positivamente il saldo tra versamenti degli immigrati all’erario e le spese pubbliche sostenute in loro favore - è ormai strutturale e necessaria.



Il servizio video, realizzato da Rai News 24, che mette in luce i dati e gli aspetti più significativi del Dossier Statistico Immigrazione 2011


La presentazione di Bolzano ha fatto luce sulla situazione demografica della popolazione immigrata a livello locale e sugli ambiti della formazione scolastica, dell’occupazione, della sicurezza sul lavoro e della produzione di ricchezza e l’ha correlata con i dati riferiti al più ampio contesto nazionale. Durante la presentazione, Renato Bertuzzo e Heiner Schweigkofler, i due direttori della Caritas altoatesina, hanno richiamato l’attenzione sul ”lavoro da svolgere per superare i pregiudizi che dipingono gli stranieri come quelli che tolgono il lavoro o che godono immeritatamente di uno stato sociale più generoso con loro che con gli autoctoni”. “Bisogna iniziare a parlare di diritti, ovviamente senza disgiungerli dai doveri cui anche i migranti devono essere soggetti”, hanno evidenziato Bertuzzo e Schweigkofler, “è necessario cioè concentrare l’attenzione verso i bisogni delle persone, ribadendo con forza che lo straniero siamo anche noi. Se i suoi diritti vengono minacciati e i suoi bisogni ignorati, allo stesso modo domani potrà accadere anche ad altri cittadini. Per questo affermiamo, con il Dossier, che dalla crisi, non solo economica, o si esce insieme o non si esce affatto”.

Un cenno da parte dei direttori è stato fatto anche alla nuova legge sull’integrazione dei cittadini stranieri, approvata sabato scorso dal Consiglio provinciale. “E’ un punto di partenza ed è positivo che la Provincia si stia dotando di uno strumento che si occupa esplicitamente di integrazione e che può essere un utile strumento per arginare tendenze xenofobe qui in Alto Adige“, hanno affermato Bertuzzo e Schweigkofler, “purtroppo alcune rigidità, come il requisito dei cinque anni di residenza per immigrati extra-Ue per accedere alle prestazioni assistenziali, fanno sì che le situazioni di emergenza si riversino prevalentemente sulle spalle delle organizzazioni del non profit come Caritas, che vengono spesso chiamate in causa da cittadini preoccupati e da enti pubblici con le “mani legate” dalle norme, che però percepiscono la necessità di un intervento di aiuto”.

Paolo Attanasio e Matthias Oberbacher, consulenti scientifici del Dossier e ricercatori responsabili per il capitolo relativo alla provincia di Bolzano, hanno illustrato le tendenze e i numeri più significativi relativi all’Alto Adige. Il numero degli stranieri in provincia di Bolzano aumenta (+6,5%), anche se più lentamente rispetto al 2009 (+7,9%). A fine 2010, gli stranieri regolarmente presenti in provincia erano 41.699, pari all’8,2% della popolazione complessiva (7,8 % nell’anno precedente). Da ricordare i 3.500 cittadini stranieri che in Alto Adige hanno ottenuto nello scorso decennio la cittadinanza italiana e che non sono più conteggiati nella statistica degli stranieri. 2/3 degli stranieri provengono da Paesi dell’Europa e la metà di questi (32,4% del totale), da un paese dell’UE. Gli asiatici rappresentano il 15,8% della popolazione straniera, seguiti da africani (12,7%) e americani (4,5%). Albania (12,7%), Germania (11,0%) e Marocco (8,1%) sono le prime tre nazionalità presenti. Il tratto caratteristico della popolazione straniera della provincia di Bolzano è la giovane età (33,1 anni di media) se rapportata alla popolazione autoctona (41,2 anni). Inoltre la provincia di Bolzano detiene uno dei tassi di fecondità più alti d’Italia e questo si riflette anche nelle famiglie straniere. Il tasso di fecondità delle donne straniere a Bolzano è di 2,42 figli per donna, mentre per le italiane è di1,47. “Sono due dati – tasso di fecondità e giovane età - che indicano come si tratti di una popolazione che qui da noi intravede un futuro e lo vuole costruire, per sé e i suoi figli”, ha spiegato Paolo Attanasio.

Per quanto attiene all’istruzione, gli alunni stranieri iscritti nelle scuole di ogni ordine, grado e lingua della provincia di Bolzano sono passati da 6.333 a 6.820. La scuola in lingua italiana continua ad avere di gran lunga la maggiore incidenza di alunni stranieri (19,4%) rispetto a quella in lingua tedesca (5%) e alle scuole paritetiche delle località ladine (2,9%) ma è una differenza che va lentamente sfumando. “Un dato su cui riflettere e farsi delle domande è rappresentato dal tasso di successo scolastico notevolmente maggiore degli alunni italiani rispetto agli stranieri, sia nelle scuole medie che superiori”, ha sottolineato Matthias Oberbacher.

Sul fronte dell’economia, come nel resto d’Italia, la disoccupazione colpisce più duramente gli stranieri. L’incidenza della disoccupazione degli stranieri è quasi tripla (11,5%) rispetto agli italiani (4,0%) e più che tripla se si contano solo gli extra-UE27 (12,5%). “Gli immigrati sono più spesso titolari di rapporti di lavoro a tempo determinato o interinali e quindi sono i primi ad essere lasciati a casa, senza il bisogno di licenziarli, in secondo luogo perché sono penalizzati anche quando hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato ma vivono qui da soli”, ha chiarito Attanasio. Quando un’azienda è in crisi e viene decisa la cassa integrazione per i dipendenti, vengono stilate delle tabelle in cui, a ogni lavoratore, sono assegnati dei punti in base anche alle caratteristiche del suo nucleo famigliare. Per esempio: un lavoratore con famiglia a carico avrà meno possibilità di essere messo in cassa integrazione rispetto a uno che non ha moglie e figli. “Però molti lavoratori immigrati la famiglia ce l’hanno, la mantengono nel Paese d’origine ma figurano come se non l’avessero e, quindi, hanno maggiori possibilità di essere messi in cassa integrazione”, chiarisce Attanasio, “perciò non è scorretto affermare che, se la crisi ha un costo economico e sociale alto per gli italiani, ce l’ha ancora di più per gli immigrati”. Ciò ha dei risvolti pesanti per il benessere delle famiglie dei migranti rimaste nel Paese d’origine. Nel 2010 si è registrata una flessione del volume delle rimesse. Dai 27.607.000 euro inviati nel 2009 si scende a 25.325.000 euro, pari a un calo dell’8,2%.

Infine, la questione sicurezza sul lavoro riguarda da vicino soprattutto gli stranieri e pone l’esigenza di un’indagine più approfondita sul perché in Alto Adige gli infortuni aumentino rispetto al resto d’Italia, dove sono in diminuzione. I dati INAIL indicano per la provincia di Bolzano un aumento generale degli infortuni sul lavoro del 2,9 % fra il 2009 e il 2010, a fronte di una diminuzione dell’1,9% a livello nazionale. Passando a considerare i lavoratori stranieri , l'aumento degli incidenti in provincia di Bolzano è del 7,1% (contro lo 0,8% a livello nazionale). Scendendo nel dettaglio dei settori produttivi, però, la provincia di Bolzano fa registrare addirittura una crescita del 7,7% (sempre riferita ai soli lavoratori stranieri) nei settori dell’industria e dei servizi (ma 3,3% in meno di infortuni in agricoltura). “In definitiva, il panorama lavorativo altoatesino conferma gli immigrati come una categoria lavorativa più a rischio infortuni rispetto ai cittadini italiani”, ha concluso Attanasio.

Chi fosse interessato ad acquistare una copia del “Dossier Statistico Immigrazione 2011” (al prezzo di 20 euro) può rivolgersi alla Caritas, a Casa San Michele, in via Cassa di Risparmio 1 a Bolzano, tel. 0471 067 400 (presso Chiara Facchinetti, dalle ore 8.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00).
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