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Laura Boldrini, dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, il 18 novembre a Bolzano

by - 17.11.2010 Categoria: Consulenza profughi
 
Una donna coraggiosa, che ha lavorato in prima linea in alcuni dei più sanguinosi conflitti degli ultimi anni dal Kosovo all’Afghanistan, dal Caucaso all’Iraq, per soccorrere le vittime civili in fuga da massacri e persecuzioni. E’ Laura Boldrini, funzionario Onu e portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, che, giovedì 18 novembre alle ore 18.00, sarà a Bolzano per presentare il suo libro “Tutti indietro” (edizioni Rizzoli), nel corso di un incontro del progetto “Madre Terra” organizzato in Sala di rappresentanza del Comune (vicolo Gumer, 7) da Caritas, Teatro Cristallo e Centro Pace. Laura Boldrini ritorna nella nostra città a distanza di meno di un mese dalla presentazione del Dossier Immigrazione della Caritas - tenutasi il 26 ottobre scorso al teatro Cristallo – di cui la sua organizzazione, l’UNHCR, redige la parte relativa a rifugiati e richiedenti asilo.

Chi è Laura Boldrini.
Marchigiana, laureata in legge e giornalista, dal '98 in forza all’UNHCR (Alto Commissariato Onu per i Rifugiati), dopo aver lavorato prima alla Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) e poi al Pam (Programma Alimentare Mondiale), Laura Boldrini nel 2009 ha ricevuto dal settimanale cattolico “Famiglia Cristiana” il riconoscimento speciale di "Italiana dell'anno" per "il costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo". Il suo impegno e le sue dure prese di posizione a favore dei diritti umani dei rifugiati le hanno attirato le ire di numerosi governi (tra cui quello italiano).

Il libro “Tutti indietro”.
Il libro “Tutti indietro” nasce per parlare dei rifugiati e dei richiedenti asilo, sia quelli che riescono ad arrivare in Italia in fuga dalle persecuzioni o dalle guerre che infiammano le periferie del mondo e che sono alla faticosa ricerca di una vita dignitosa in Italia sia quelli (uomini, donne, bambini) che non ce la fanno, che vengono intercettati al largo delle nostre coste e rimandati indietro, in contravvenzione al “principio di non respingimento”, consolidato nel diritto internazionale. “I mezzi di informazione offrono troppo poco spazio per restituire all’opinione pubblica l’altra faccia degli sbarchi e del dramma che c’è dietro, diventa facile strumentalizzare la situazione e trasformare queste storie in paura”, afferma la portavoce dell’UNHCR, “anche i rifugiati, alla ricerca di una via di scampo da guerre e persecuzioni, finiscono per essere percepiti come minaccia alla sicurezza. Un tragico equivoco che mette in discussione i principi di solidarietà e di diritto che hanno da sempre caratterizzato la società italiana”. In questo libro Laura Boldrini risponde ai pregiudizi e alle paure con la verità, raccontando la sua esperienza sul campo, i cosiddetti viaggi della speranza, la fuga di chi cerca pace e sicurezza; parla di chi presta soccorso nel Mediterraneo, spesso rischiando in prima persona, e rivela anche un’Italia poco conosciuta, quella che all’orrore resiste con l’umanità. Un’Italia in cui, nel quotidiano, si realizza in modo spontaneo e quasi inconsapevole l’integrazione che invece spesso per le istituzioni rimane un obiettivo astratto.

Il ricavato del libro.

Il ricavato del libro - che sta vendendo bene ed è già giunto alla seconda edizione - non va all’autrice. “I diritti d’autore verranno interamente devoluti ai Padri Gesuiti del Centro Astalli, i quali si occuperanno di fornire borse di studio per ragazzini afgani dai 14 ai 17 anni, arrivati in Italia, spesso rischiando la vita, senza genitori”, spiega Boldrini, “l’intento è quello di garantire loro un’istruzione di base, l’insegnamento della lingua italiana, l’inserimento scolastico e quindi anche maggiori opportunità per il proprio futuro”.
Laura Boldrini, dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, il 18 novembre a Bolzano
 
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