Una donna coraggiosa, che non ha paura di prendere posizione di fronte ai governi che non rispettano i diritti umani e che in questi anni ha svolto numerose missioni nelle più note crisi umanitarie: dal Kosovo al Rwanda, dall’Afghanistan all’Iraq. E’
Laura Boldrini, funzionario Onu e portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, che, giovedì 18 novembre, sarà a Bolzano per presentare il suo libro “Tutti indietro”,
nell’ambito di un incontro organizzato
in Sala di rappresentanza del Comune (vicolo Gumer, 7) da Caritas, Teatro Cristallo e Centro Pace.
Chi è Laura Boldrini.
Marchigiana, laureata in legge e giornalista, dal '98 in forza all’UNHCR (Alto Commissariato Onu per i Rifugiati), dopo aver lavorato prima alla Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) e poi al Pam (Programma Alimentare Mondiale),
Laura Boldrini nel 2009 ha ricevuto dal settimanale cattolico Famiglia Cristiana, il riconoscimento speciale di "Italiana dell'anno" per "il costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo".
Il libro "Tutti indietro".
Il libro “Tutti indietro” nasce per parlare dei rifugiati e dei richiedenti asilo, sia quelli che riescono ad arrivare in Italia in fuga dalle persecuzioni o dalle guerre che infiammano le periferie del mondo e che sono alla faticosa ricerca di una vita dignitosa in Italia che quelli (uomini, donne, bambini) che non ce la fanno, che vengono intercettati al largo delle nostre coste e rimandati indietro, in contravvenzione al “principio di non respingimento”, consolidato nel diritto internazionale.
“Tutti indietro” raccoglie le storie vissute da Boldrini in prima persona oppure i racconti degli stessi rifugiati, molto spesso poco più che ragazzi, come Sayed, vent’anni, afgano, uno dei protagonisti del libro, arrivato in Italia dopo un viaggio durato nove anni iniziato per sfuggire ai talebani che lo volevano costringere a combattere per loro.
I proventi della vendita ai ragazzi afghani in Italia.
“Per me questo libro rappresenta uno strumento in più per parlare dei rifugiati e del fenomeno dell’immigrazione. E’ anche un buon canale di sensibilizzazione dell’opinione pubblica”, spiega il portavoce dell’UNHCR. Il ricavato del libro - che sta vendendo bene ed è già giunto alla seconda edizione - non va all’autrice.
“I diritti d’autore verranno interamente devoluti ai Padri Gesuiti del Centro Astalli, i quali si occuperanno di fornire borse di studio per ragazzini afgani dai 14 ai 17 anni, arrivati in Italia, spesso rischiando la vita, senza genitori”, spiega Boldrini, “l’intento è quello di garantire loro un’istruzione di base, l’insegnamento della lingua italiana, l’inserimento scolastico e quindi anche maggiori opportunità per il proprio futuro”. Una ragione in più per essere presenti alla presentazione di giovedì 18 novembre, presso la Sala di rappresentanza del Comune, in vicolo Gumer 7, alle ore 18.00.
Il Blog di Laura Boldrini