La storia di Veli - Topana, Macedonia
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Categoria: Sostegno all'infanzia
“Mi chiamo Veli, anche se tanti ormai mi chiamano Einstein, e frequento la quarta classe presso la scuola Vasil Glavinov di Skopje. Mi piace andare a scuola e devo proprio dire che sono anche bravo. Le mie materie preferite sono la matematica e il disegno. Quando sarò grande spero di fare l’ingegnere e costruire ponti. Studiare mi piace, ma mi piace anche giocare a calcio. Sono tifoso del Vardar Skopje e del Milan“. Veli abita nel quartiere di Topaana, in una casetta costruita con tanti materiali diversi: due stanze e un gabinetto. Insieme a lui vivono i genitori e altri 3 fratelli. “Mio papà ha un lavoro e noi siamo molto fortunati per questo. Lui fa lo spazzino, si alza alle 3 del mattino e va a pulire la città. Penso che sia molto importante questo. Guadagna 5.000 Dénari al mese (82 Euro), non beve più e, anche se non ci capisce molto, alla sera vuole sempre controllare i miei compiti. La mamma parla solo la lingua Rom, lavora a casa e ha sempre tanto da fare perché i miei fratelli più piccoli ne combinano sempre una. Penso che tanti altri bambini Rom non sono fortunati come me. Forse perché sono poveri o forse perché non sanno la lingua macedone non vanno a scuola, ma vanno sulle strade a pulire i vetri delle macchine o a cercare plastica e cartoni nei bidoni dell’immondizia e nelle discariche. Anche i miei cugini lo fanno e mi dispiace tanto. Nemmeno io sapevo la lingua, ma sono andato per due anni all’asilo della Irhom e poi a scuola capivo tutto. Se non capivo, allora me lo spiegavano al doposcuola le maestre. Domani è il mio compleanno e i miei genitori mi compreranno un paio di scarpe! Sono molto felice! Speriamo che restino i soldi per la legna perché adesso arriverà l’inverno e farà freddo. La nostra casa, purtroppo, ha tanti buchi. Però tanti di noi vivono nelle baracche vicino alle discariche o sotto i ponti, senza luce, senza acqua. È proprio vero, sono proprio un bambino fortunato!”.