Conoscersi e smontare i pregiudizi: era questo l’obiettivo dell’odierna „Giornata delle porte aperte“ che si è tenuta a Casa Arché, la struttura della Caritas per persone senza dimora di via IV novembre a Merano. Vicini e persone interessate sono stati invitati a trascorrere qualche ora in compagnia degli ospiti e dei collaboratori del servizio gestito dalla Caritas su incarico del Comune di Merano. Negli spazi interni sono stati montati dei tabelloni informativi che raccontavano le storie di vita delle donne e degli uomini accolti dalla Casa e riportavano i dati più attuali e le definizioni più corrette relative alle persone senza dimora. E’ stato proiettato anche il cortometraggio Panca popolare italiana di Werther Germondari mentre Hans Marini e Johanna Porcheddu hanno letto testi scritti da persone senza dimora tratti dal libro „Oltre lo specchio“.
„Per mezzo della „Giornata delle porte aperte“ vogliamo mostrare alle persone „normali“ le problematiche che affliggono le persone – donne e uomini - che accompagniamo nel nostro servizio“, ha spiegato il responsabile della Casa, Michael Bockhorni, „gli ospiti di Arché hanno alle spalle pessime esperienze di esclusione, violenza e fallimento. Molti di loro hanno pochissima autostima e, per rientrare in possesso della loro vita, impegnano tutta la forza di cui dispongono. Nonostante la dura realtà che vivono quotidianamente non mollano e ce la mettono tutta per recuperare condizioni dignitose di vita“. Le capacità e competenze individuali sono magari arrugginite dalla vita in strada ma i collaboratori della Caritas lavorano affinché le persone riscoprano i loro punti di forza e possano compiere qualche passo in direzione di una nuova vita. „E’ importante capire come vivono e hanno vissuto le persone senza dimora. Solo così si possono superare le paure e i pregiudizi che ancora le circondano“, spiega Bockhorni.
Il numero delle persone che hanno difficoltà a trovare un alloggio è in aumento. „A causa dell’incremento dei rapporti di lavoro precario, spesso il reddito non è sufficiente a pagare un affitto troppo alto sul libero mercato“, spiega Bockhorni. A questo proposito, il responsabile della Casa per persone senza dimora chiede un rafforzamento delle misure di prevenzione per poter reagire tempestivamente ai crescenti problemi abitativi di parte della popolazione. „Le esperienze nei Paesi vicini dimostrano che il bisogno causato dalla crisi si palesa solo dopo qualche anno. Chi perde porzioni di reddito o rimane senza lavoro, riesce a mantenersi a galla solo grazie ai risparmi o con l’aiuto dei parenti“, ricorda Bockhorni. Ma quando questi sostegni vengono a mancare, è necessario un intervento tempestivo dei servizi sociali e offerte concrete di aiuto con cui sventare la minaccia della perdita dell’alloggio.
Durante la „Giornata delle porte aperte“, oltre ai responsabili della Caritas sono stati presenti anche i rappresentanti del Comune di Merano e della Comunità comprensoriale del Burgraviato – tra di essi anche l’assessore ai servizi sociali, Alois Gurschler, e il direttore della Comunità comprensoriale del Burgraviato, Florian Prinoth. „La vita in strada è una forma estrema di povertà“, ha sottolineato il direttore di Caritas, Heiner Schweigkofler, „per contrastarla c’è bisogno di molto impegno – da parte delle persone colpite ma anche della politica e della società“. A Merano, Caritas è attiva al fianco delle persone senza dimora da otto anni. Oltre a Casa Arché, gestisce altre due strutture per persone senza dimora. A Casa Santa Maria, Caritas offre soluzioni abitative a più lungo termine alle persone minacciate dalla perdita dell’alloggio o per permettere loro di consolidare il recupero e poter ritornare il prima possibile a una vita indipendente. Le persone che vi abitano sono fondamentalmente autosufficienti però, nel caso in cui si trovino a dover affrontare una situazione critica, possono far ricorso all’aiuto dei collaboratori di Caritas. Nell’alloggio notturno possono dormire e mangiare quelle persone che, a causa delle loro problematiche, non possono essere accolte in nessuna altra struttura.
####
Dati e fatti su Casa Arché
Casa Arché può ospitare fino a 25 donne e uomini senza dimora. Nel 2009 sono state 89 le donne e gli uomini che vi hanno ricevuto sostegno, vitto e alloggio. Molti degli ospiti hanno problemi di dipendenza o soffrono di disturbi psichici. Quando si presentano per la prima volta al personale della Casa, ricevono un letto e pasti regolari. Possono lavarsi e lavare i loro indumenti. I collaboratori mettono a fuoco, assieme alla persona, la situazione momentanea di bisogno e cominciano a trovare con lei delle possibili soluzioni ai problemi e delineano prospettive future. In collaborazione con i servizi sociali e sanitari, si mettono in opera tutte le azioni necessarie per affrontare i problemi della persona. Alcuni ospiti aspettano di essere accolti in un centro terapeutico per affrontare i loro problemi di dipendenza e di salute. Altri frequentano corsi di riqualificazione professionale mentre altri ancora sono riusciti a trovare un lavoro e aspettano una casa dell’Ipes. Nella Casa gli ospiti trovano collaboratori qualificati, disponibili 24 ore al giorno, che li accompagnano e aiutano senza pregiudizi, li aiutano a ricostruire la fiducia in sè stessi, persa durante la vita passata sulla strada.