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Boldrini (Unhcr): "La donna migrante è l'icona dei nostri tempi"

by - 08.03.2011 Categoria: Consulenza profughi
 
Roma - "L'icona dei nostri tempi è la donna migrante: una donna che si sacrifica, che abdica al suo ruolo materno, che ipoteca la sua vita in nome del benessere della sua famiglia; insieme a lei la donna rifugiata, che scappa dal proprio paese e che nella sua nuova destinazione e' spesso costretta a scegliere fra il lavoro e i figli. A loro, che pagano il prezzo piu' alto, che sono le piu' sole, dovremmo dedicare questa giornata. Cosi', intervistata dall'agenzia Dire e dal Redattore Sociale, Laura Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), sul senso attuale della festa dell'8 marzo.

"Le rifugiate- spiega Boldrini- scappano da guerre, persecuzioni e violazioni di diritti, arrivano in paesi stranieri senza conoscerne la lingua, vivono una condizione durissima e sono messe davanti ad un bivio pazzesco: se cercano lavoro non possono stare con i figli, perche' gli orari di lavoro non fanno sconti, ma se non lavorano rischiano di non avere mezzi per mantenere i figli". Le donne migranti poi, che a livello globale sono piu' degli uomini, "lasciano i figli a casa per andare lontano a lavorare", spesso a fare i lavori di cura nel nord del mondo: "Sono le donne- dice Bodrini- che permettono a noi donne del nord del mondo di fare la nostra vita e la nostra carriera". Donne che "non crescono i propri figli", che li lasciano per anni pur di dare loro un qualche sostentamento. A proposito dei rapporti fra donne del nord e del sud del mondo, Boldrini afferma che "non avremo ottenuto una vera emancipazione se non portiamo alla parita' dei diritti anche quei tre quarti di donne del sud del mondo che ancora oggi non hanno parita' di diritti neppure sulla carta". Occorre cioe' rendere partecipe tutto l'universo femminile del processo di parificazione: "Solo allora potremo dire di aver ottenuto una vera uguaglianza". "Non e' concepibile infatti che un'intera fetta di umanita' femminile non goda degli stessi diritti degli uomini in moltissimi paesi", e questo in molteplici ambiti, dal diritto di famiglia al diritto ereditario, fino alle regole sul lavoro. Piu' in generale e guardando anche al nostro paese, la portavoce dell'Unhcr afferma che "non bisogna abbassare la guardia sui diritti delle donne" e non bisogna mai dare nessuna conquista "per acquisita": dopo il raggiungimento di un riconoscimento formale, "occorre lavorare su scala piu' personale".

In particolare, e' importante per le donne "capire il valore della competenza e della conoscenza" e considerarle un valore di riferimento, "la base per ottenere autorevolezza. E' importante dire alle ragazze e alle giovani- dice Boldrini- che per farsi strada in un mondo dalla competizione sempre piu' serrata non bisogna farsi illusioni su possibili scorciatoie ma bisogna puntare molto su preparazione e qualita'". E' importante dunque dare dei modelli alle ragazze, soprattutto alle giovanissime, le 16-18enni: "E se mancano modelli pubblici- precisa- e' importante che ci siano in famiglia".

Boldrini critica lo spazio dato, anche sui media, ad un modello di donna che "fa leva piu' sul proprio aspetto che sulle proprie capacita'": un modello che "svilisce il femminile", che e' "privo di consistenza". E ricorda che anche se "oscurato dai media" esiste "un femminile che non e' quello della tv, che e' altro rispetto a questi modelli". (Ska) (Dire-Redattore Sociale)

(DIRE)


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