Mi chiamo Baralia. Vivo in una bidonville.
12 anni e la responsabilità di una famiglia: l’infanzia non è mai cominciata per Baralia. Vive a Korogocho: un quartiere, un ghetto, una baraccopoli di Nairobi, decine di migliaia di baracche circondate da discariche e rifiuti, stradine strette, fango e polvere a seconda del tempo, niente fognature, poca acqua potabile ma tanta puzza e tanto fumo, tanti pidocchi e tante malattie. Lì vive Baralia, con la madre e altri 3 fratelli in una baracca di legno e lamiera grande come una stanza: due materassi sulla nuda terra, uno per la madre e uno per i quattro fratelli e in quella stanza è nato 7 mesi fa il fratello più piccolo. Il padre è sparito 3 anni fa ma forse è stato meglio così: era capace solo a picchiare e a mangiare. La madre fa quello che può per tirare su i figli e ogni tanto riesce anche a trovare lavoro come lavandaia: un euro per dodici ore di acqua, sapone, stoffa e tavola di legno. Un euro ogni due giorni, se va bene, non può sfamare 5 bocche perché servono già 95 centesimi per un chilo di farina di mais, 80 per un litro di olio e 40 per mezzo chilo di fagioli. Fino a un paio di mesi fa, il mondo di Baralia era fatto solo di immondizia, quella che centinaia di camion scaricano senza sosta nelle discariche di Korogocho e in mezzo a quell’immondizia per anni ha cercato metalli e oggetti da vendere al mercato e alle botteghe per guadagnare quei pochi centesimi che significano farina, olio e fagioli per la “sua” famiglia. Oggi Baralia va a scuola, quella del centro “New Life”, quella di suor Lydia: mangia due volte al giorno, spesso può portare una razione di cibo a casa e poi, finalmente, può imparare a leggere, a scrivere a contare. Una volta alla settimana può lavarsi come si deve e lavare i suoi vestiti e da quando prende le medicine non ha più nemmeno i vermi e la diarrea. Certo, il sabato e la domenica ci va lo stesso a “lavorare in discarica”, ma poi viene il lunedì e torna il sorriso, torna la speranza di uscire, un giorno, da Korogocho.
Il progetto
Il progetto, in collaborazione con l’associazione Hands of Care and Hope fondata dalla missionaria sudtirolese Lydia Pardeller, si svolge nella parrocchia di St. Martin, nel quartiere baraccopoli di Korogocho (Nairobi).Principale obiettivo è il sostegno alle attività sociali ed educative che si svolgono nel centro “New Life” in cui vengono accolti e assistiti giornalmente 200 bambini/e, di età compresa tra gli 8 e i 13 anni, che vivono nello slum di Korogocho. I minori (soli, in gruppo o con le loro famiglie) vivono in baracche, circondati sporcizia e criminalità. Per sopravvivere sono costretti a frugare nelle montagne d’immondizia per trovare qualcosa da vendere e comprare un po’ di viveri, dell’acqua e un pezzetto di sapone. Giovani madri spesso si vedono costrette a darsi alla prostituzione, pur rendendosi conto dei pericoli di violenza, e soprattutto di essere infette con malattie come l’AIDS. Le attività a loro favore svolte nel centro e sostenute da questo progetto, comprendono un’istruzione scolastica di base e la fornitura del materiale scolastico, igiene personale (doccie e lavaggio vestiti), la fornitura di un capo di abbigliamento nuovo all’anno, il servizio di pronto soccorso, visite mediche e profilassi vermicide, vitto 2 volte al giorno, per 6 giorni la settimana (più una volta la domenica), per 12 mesi all’anno. Spesso, i minori con famiglia numerosa, possono portare a casa un po’ di cibo per i loro familiari.
Per ogni bambino, il finanziamento per un anno di programma ammonta a 216 Euro
Un possibile contributo (*)
Euro 18 ogni mese
Euro 108 ogni sei mesi
Euro 216 all’anno
(*) Chiunque è libero di inviare liberamente un qualsiasi importo e per il tempo che vuole (anche “una tantum”). Gli importi sopra riportati sono a titolo di proposta.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare l'Ufficio esteri della Caritas Diocesi Bolzano-Bressanone:
I-39100 Bolzano, via Cassa di Risparmio, 1 Tel. +39 0471 304 351 Fax +39 0471 304 395, e-mail:
international@caritas.bz.it
Persona di riferimento: Fabio Molon
I versamenti si possono effettuare nei seguenti istituti bancari (causale: Sostegno all’Infanzia/Kenya):
- Banca di Trento e Bolzano IBAN: IT66A0324011610000006000065
- Cassa di Risparmio di Bolzano IBAN: IT17X604511601000000110801
- Cassa Centrale Raiffeisen IBAN: IT42F0349311600000300200018
- Banca Popolare dell’Alto Adige IBAN: IT12R0585611601050571000032