Cala tra i giovani il livello di guardia rispetto all'AIDS. Se negli anni '80, infatti, il bombardamento mediatico contribuiva a mantenere l'allerta, tra pubblicità progresso, dibattiti e trasmissioni televisive, oggi tutto tace. Non solo si denunzia il silenzio di TV e giornali, ma anche scuola e famiglia spesso sono silenti. È quanto emerge da un'intervista proposta ad un campione di 100 ragazzi da 15 a 25 anni. Tutti i giovani ascoltati dichiarano indistintamente di conoscere l'AIDS, ma ben il 45% di essi ha affermato di non averne mai parlato con i genitori. Solo una ragazza di 16 anni, che ha raccontato di avere regolarmente rapporti sessuali, ha dichiarato che, nonostante non ne abbia mai discusso a casa, sa cosa sia l'AIDS grazie alle lezioni di scienze e di educazione sessuale organizzate nella sua scuola. Quella che era stata soprannominata la peste del XX secolo, di fronte a nuovi allarmi e nuove emergenze evidentemente non fa più paura. Il cambio di rotta non va certo ricercato nel fatto che sia stato trovato un rimedio a quella che rimane una delle più gravi malattie di tutti i tempi. La consapevolezza della pericolosità dell'AIDS si avverte solo nelle parole del 10% dei giovani incontrati. Una ragazza di 21 anni alla domanda che cosa sia l'AIDS ha risposto, infatti, "è una malattia mortale e incurabile" un altra incalza:-" è un virus che indebolisce l'organismo fino alla morte" mentre un diciottenne aggiunge:- "è una malattia per la quale si rischia la vita". Una ragazzina di 16 anni, infine, dopo averci raccontato di non averne mai parlato con papà e mamma ci confessa: -"non ne so molto, però sta cosa è paura e panico". Se all'inizio, quando si cominciò a discutere di AIDS, in certi ambienti venne classificata come una sorta di punizione divina, una mannaia pronta a cadere su quanti avessero un comportamento troppo licenzioso, oggi si è sfuggiti a tale visione ipocrita e moraleggiante, ma si continua a considerare l'AIDS come la malattia di chi in qualche modo se la va a cercare frequentando chissà chi, senza considerare quanto sia facile contrarre il virus.
Basti pensare, infatti, che sebbene la quasi totalità dei giovani intervistati, alla domanda come si contrae la malattia abbia risposto "attraverso rapporti sessuali", troppi non sanno o non tengono in considerazione che per prevenire il contagio, il primo alleato dovrebbe essere il preservativo. Solo il 54%, infatti, ha dichiarato di usare il condom. Tra coloro che scelgono di non adoperare il preservativo il 20% sono ragazze che affermano di scegliere altre forme di contraccezione, di non avere rapporti occasionali e una diciassettenne addirittura lo definisce "superfluo, una perdita di tempo". Anche su le altre malattie a trasmissione sessuale è evidente una certa ignoranza, a rispondere , infatti è solo il 15%, ma una ragazza di 16 anni cita la cistite, altri due, un diciannovenne ed un ventunenne parlano rispettivamente di sificiole e sificide, un diciassettenne addirittura di cancro altri ancora di funghi ed irritazioni cutanee. Le patologie più gettonate rimangono la candida 4%, la gonorrea 2%, epatite, herpes, papilloma 1%.
Sulle vie di contagio dell'AIDS una buona parte degli intervistati parlano di contatto con sangue infetto, altri ancora di contatto con liquidi corporei, e nelle dichiarazioni di una quindicenne si avverte ancora viva la convinzione che anche attraverso la saliva si trasmetta il virus. Della stessa opinione è anche una sedicenne che afferma"per ammalarsi basta bere nello stesso bicchiere", il 6% sostiene poi che l'AIDS si contagi per via aerea, basterebbe dunque la semplice vicinanza di un malato per ritrovarsi irreversibilmente contagiati. Solo un ventenne ricorda quella che, fino a qualche tempo fa, era la via più comune di trasmissione cioè "bucarsi con la stessa siringa", ma al tempo delle pasticche molti hanno dimenticato che l'AIDS cominciò a diffondersi proprio tra i drogati. Ultimo dato che emerge dalla nostra inchiesta è che difronte all'ipotesi di avere rapporti sessuali non protetti ecco che a scoppiare è la psicosi gravidanza. Davanti alla domanda: quali possono essere le conseguenze di una mancata contraccezione? la quasi totalità degli intervistati ha dichiarato: "rimanere incinta" solo un ragazzo sostiene che le conseguenze dipendano dallo stato di salute mentre un altro senza specificare ha affermato:- "diverse, ma comunque gravissime".
di Maria La Calce – da
nuovasocieta.it – del 25/10/2010